BTP o Conto Deposito: cosa conviene?
Confronta il rendimento netto reale, considerando la tassazione differenziata (12,5% vs 26%) e l’imposta di bollo. Calcolo aggiornato in tempo reale con i prezzi di mercato.
I BTP godono di una tassazione agevolata al 12,5% su cedole e capital gain, contro il 26% applicato agli interessi dei conti deposito. Questa differenza fiscale rende il BTP più efficiente a parità di rendimento lordo: un BTP con cedola lorda al 3,50% equivale in termini netti a un conto deposito che offre circa il 4,14% lordo.
Sì, entrambi gli strumenti sono soggetti all’imposta di bollo dello 0,2% annuo. Per i BTP si calcola sul valore di mercato (che può variare nel tempo con il pull-to-par), per i conti deposito si calcola sul capitale depositato che resta costante.
Il BTP può essere venduto in qualsiasi momento sul mercato secondario (MOT), ma il prezzo può essere superiore o inferiore a quello di acquisto. Il conto deposito vincolato può prevedere penali per il rimborso anticipato, spesso la perdita parziale o totale degli interessi maturati. Il conto deposito libero permette il prelievo senza penali, ma offre generalmente tassi più bassi.
Sì, i conti deposito presso banche italiane aderenti al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) sono protetti fino a 100.000€ per depositante per banca. I BTP sono invece garantiti dalla Repubblica Italiana: il rischio è legato al merito creditizio dello Stato (attualmente rating BBB da S&P e Fitch).
Non necessariamente. Il BTP è fiscalmente più efficiente, ma espone al rischio di variazione del prezzo di mercato se venduto prima della scadenza. Il conto deposito vincolato offre certezza del rendimento e garanzia FITD fino a 100.000€. La scelta dipende dall’orizzonte temporale, dalla propensione al rischio e dalla necessità di liquidità.