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Guida aggiornata · Marzo 2026

BTP o Conto Deposito nel 2026? Confronto Completo

Aggiornato Marzo 2026 Pubblicato il  10 minuti di lettura
Avvertenza

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informativa ed educativa. Non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento né sollecitazione all'acquisto o alla vendita di alcuno strumento finanziario. I rendimenti e le simulazioni riportati si basano su ipotesi semplificate e non tengono conto della situazione individuale del lettore. Prima di prendere decisioni di investimento, consulta un consulente finanziario abilitato iscritto all'Albo OCF. BTPoggi.it non si assume alcuna responsabilità per eventuali decisioni prese sulla base di queste informazioni.

Con i tassi BCE in calo verso il 2%, la scelta tra BTP e conto deposito è tornata al centro dell'attenzione di milioni di risparmiatori italiani. I due strumenti si assomigliano in superficie — entrambi relativamente sicuri, entrambi con un rendimento prevedibile — ma nascondono differenze sostanziali su tassazione, liquidità, rischio e flessibilità. In questa guida confrontiamo BTP e conto deposito su tutti i criteri rilevanti, con tabelle e simulazioni numeriche aggiornate al 2026.

Il confronto che ogni risparmiatore si pone nel 2026

Nel 2022-2023, quando la BCE aveva alzato i tassi in modo repentino, i conti deposito avevano raggiunto rendimenti lordi del 4-5%, rendendosi improvvisamente competitivi rispetto ai BTP. Molti risparmiatori avevano spostato liquidità dai titoli di Stato verso i depositi vincolati, attratti dalla semplicità operativa e dalla garanzia del FITD.

Nel 2026 lo scenario è cambiato: la BCE ha progressivamente ridotto i tassi ufficiali, e i conti deposito più remunerativi si trovano ora in una fascia lorda del 2,5-3,5%. I BTP a medio termine offrono rendimenti lordi nell'intorno del 3-3,5%. La differenza tra i due strumenti è tornata sottile in termini di tasso nominale, ma la tassazione differenziata crea un divario netto significativo.

Il punto chiave

A parità di rendimento lordo, un BTP rende di più di un conto deposito in termini netti, grazie all'aliquota del 12,5% applicata ai titoli di Stato contro il 26% applicato agli interessi bancari. Ogni punto percentuale di tasso lordo diventa una differenza di circa 0,135 punti percentuali di rendimento netto a favore del BTP (valore approssimato).

Nei paragrafi che seguono analizziamo questa differenza con numeri precisi, e poi allargheremo il confronto agli altri fattori che contano davvero per un risparmiatore: liquidità, rischio, costi nascosti e orizzonte temporale.

Tassazione: il regime fiscale al 12,5% dei BTP

La differenza fiscale tra BTP e conto deposito è la più rilevante e la meno discussa. Ecco come si applica concretamente:

Questa differenza di 13,5 punti percentuali di aliquota si traduce in un vantaggio strutturale del BTP che non dipende dai tassi di mercato, ma dalla normativa fiscale italiana.

Simulazione su 10.000 euro a 3 anni

Ipotesi: 10.000€ investiti, tasso lordo 3% annuo, orizzonte 3 anni
Interessi lordi totali (3 anni)900 €
Imposta su BTP (900 × 12,5%)112,50 €
Imposta su conto deposito (900 × 26%)234,00 €
Interessi netti BTP787,50 €
Interessi netti conto deposito666,00 €
Differenza a favore del BTP (3 anni)+121,50 €

Simulazione su 10.000 euro a 5 anni

Ipotesi: 10.000€ investiti, tasso lordo 3% annuo, orizzonte 5 anni
Interessi lordi totali (5 anni)1.500 €
Interessi netti BTP (12,5%)1.312,50 €
Interessi netti conto deposito (26%)1.110,00 €
Differenza a favore del BTP (5 anni)+202,50 €

Su importi più elevati, la differenza cresce proporzionalmente. Su 100.000 euro a 5 anni e tasso lordo 3%, il vantaggio netto del BTP rispetto al conto deposito potrebbe superare 2.000 euro. Si tratta di un risparmio fiscale reale che matura anno dopo anno, senza alcuna operazione aggiuntiva richiesta all'investitore. Per un riferimento concreto, il BTP Fx 3,25% Nov32 ha una cedola lorda del 3,25% e scade a novembre 2032: un orizzonte tipico per questo tipo di confronto.

Nota sull'imposta di bollo

I BTP sono soggetti all'imposta di bollo dello 0,20% annuo sul controvalore nel dossier titoli. Anche i conti deposito sono soggetti all'imposta di bollo, ma con una franchigia per importi inferiori a 5.000 euro. Per importi rilevanti, i due strumenti si equivalgono sostanzialmente su questo punto. Per approfondire il calcolo completo, consulta la nostra guida al rendimento netto BTP.

Rendimento netto a parità di lordo

La tabella seguente mostra il rendimento netto annuo di BTP e conto deposito a diversi livelli di tasso lordo. Il confronto assume l'investimento detenuto fino alla scadenza (o per l'intera durata del vincolo), senza considerare l'imposta di bollo (che incide in modo analogo su entrambi per importi simili).

Tasso lordo annuo Rendimento netto BTP (12,5%) Rendimento netto conto dep. (26%) Differenza netta
2,00% 1,75% 1,48% +0,27 pp
3,00% 2,625% 2,22% +0,405 pp
4,00% 3,50% 2,96% +0,54 pp
5,00% 4,375% 3,70% +0,675 pp

In altri termini: per ottenere lo stesso rendimento netto di un BTP al 3% lordo (2,625% netto), un conto deposito dovrebbe offrire un tasso lordo di circa il 3,55%. È il tasso lordo “di pareggio” che rende indifferenti i due strumenti dal punto di vista fiscale.

Tasso lordo pareggio conto dep. = Tasso lordo BTP × (1 − 0,125) / (1 − 0,26)
Formula per calcolare il tasso lordo equivalente del conto deposito

Questa formula permette di confrontare rapidamente qualsiasi offerta. Se un conto deposito offre il 3,2% lordo e un BTP comparabile offre il 2,9% lordo, il conto deposito offre effettivamente di più in termini netti (2,368% vs 2,5375%)? No: il BTP è ancora migliore, perché il tasso di pareggio del conto deposito sarebbe circa il 3,43%. Per monitorare i rendimenti netti BTP aggiornati, utilizza la tabella BTPoggi.it.

Confronta i rendimenti netti di tutti i BTP

La tabella BTPoggi mostra rendimento netto a scadenza, prezzo, cedola e scadenza di tutti i BTP in circolazione. Aggiornata ogni 15 minuti.

Liquidità e flessibilità: differenze operative

La liquidità è spesso il fattore decisivo nella scelta tra BTP e conto deposito, specialmente per chi potrebbe aver bisogno di accedere al capitale prima della scadenza.

Conto deposito: vincolo vs libertà

I conti deposito si dividono in due categorie principali:

BTP: liquidità di mercato con variabilità del prezzo

I BTP sono negoziati quotidianamente sul Mercato Telematico Obbligazionario (MOT) di Borsa Italiana. Puoi vendere il tuo BTP in qualsiasi giorno di contrattazione, ma il prezzo di vendita dipenderà dalle condizioni di mercato al momento della vendita:

Regola pratica sulla liquidità

Se potresti aver bisogno del capitale prima della scadenza, il BTP comporta un rischio di prezzo. Il conto deposito libero non ha questo rischio ma offre tassi inferiori. Il conto deposito vincolato blocca il capitale come un BTP, ma senza rischio di prezzo (a scapito di un rendimento netto inferiore). La scelta dipende dall'orizzonte certo del tuo investimento.

Rischio: garanzia FITD vs rischio sovrano italiano

Sia i BTP che i conti deposito sono spesso percepiti come strumenti a rischio contenuto rispetto ad azioni o fondi azionari, ma i meccanismi di protezione — e i rischi residui — sono profondamente diversi e devono essere compresi prima di investire.

Conto deposito: la garanzia FITD

I depositi bancari presso le banche aderenti sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000 euro per depositante per banca. Questo significa che, in caso di insolvenza della banca, il FITD rimborsa il depositante fino a quella soglia entro 7 giorni lavorativi dalla liquidazione (termine progressivamente ridotto dalla Direttiva 2014/49/UE, recepita con D.Lgs. 30/2016).

Importi superiori a 100.000 euro non sono coperti dalla garanzia FITD. Chi ha liquidità significativamente superiore dovrebbe valutare la distribuzione del risparmio su più banche o strumenti diversi. Per informazioni aggiornate sulle banche aderenti e sulle modalità di intervento, consulta il sito ufficiale del FITD.

BTP: il rischio sovrano

I BTP sono obbligazioni emesse dalla Repubblica Italiana e non godono di una garanzia esplicita analoga al FITD. Il rischio principale è il rischio sovrano: la possibilità teorica che lo Stato italiano non onori i propri impegni di pagamento (cedole e rimborso a scadenza).

L'Italia è la terza economia dell'Eurozona e membro dell'Unione Europea. Il mercato dei titoli di Stato italiani è uno dei più grandi e liquidi al mondo, con acquirenti istituzionali internazionali. Tuttavia, come per qualsiasi titolo di debito, un peggioramento della situazione fiscale italiana si rifletterebbe nell'aumento dei rendimenti richiesti dal mercato e in una potenziale perdita di valore per chi vendesse prima della scadenza.

Criterio BTP Conto deposito
Garanzia esplicita No (titolo di Stato) Sì, FITD fino a 100.000€
Rischio principale Rischio sovrano italiano Rischio bancario (coperto da FITD)
Rischio di prezzo Sì (se venduto prima della scadenza) No (capitale nominale garantito)
Protezione sopra 100.000€ Nessun limite (rischio sovrano) Nessuna garanzia FITD oltre soglia
Fonte ufficiale

La Banca d'Italia fornisce informazioni dettagliate sulle garanzie dei depositi bancari e sul sistema di protezione dei risparmiatori in Italia.

Imposta di bollo e costi nascosti

Oltre alla tassazione sugli interessi, entrambi gli strumenti comportano costi ricorrenti spesso sottovalutati al momento della scelta.

Costi del BTP

Costi del conto deposito

BTP e imposta di successione

I BTP e tutti i titoli di Stato italiani sono esenti dall'imposta di successione ai sensi dell'art. 12, comma 1, lett. h) del D.Lgs. 346/1990, indipendentemente dall'importo. Questa caratteristica può essere rilevante in una pianificazione patrimoniale di lungo periodo. Si consiglia di verificare le condizioni specifiche con un professionista del settore, in quanto il trattamento fiscale può variare in funzione della situazione individuale. I conti deposito, invece, rientrano nell'asse ereditario.

Quando scegliere l'uno o l'altro: matrice decisionale

Non esiste una risposta universale alla domanda “BTP o conto deposito?”. La scelta dipende da tre variabili principali: orizzonte temporale, importo investito e necessità di liquidità. La tabella seguente offre un orientamento generale — da valutare sempre in base alla propria situazione individuale e preferibilmente con l'aiuto di un consulente finanziario abilitato.

Situazione Orizzonte Liquidità Orientamento
Fondo emergenza, liquidità sempre disponibile Breve (0-12 mesi) Necessaria in qualsiasi momento Conto dep. libero
Risparmio con data certa (es. acquisto programmato) 1-3 anni Non necessaria prima della scadenza Da valutare
Investimento medio termine, nessuna urgenza 3-7 anni Flessibile, non urgente BTP
Risparmio a lungo termine, ottimizzazione fiscale 7+ anni Non necessaria BTP
Importi superiori a 100.000€ (per singola banca) Qualsiasi Qualsiasi Diversificare
Pianificazione successoria, patrimonio da trasmettere Lungo Non prioritaria BTP
Minusvalenze fiscali da recuperare (zainetto) Variabile Secondaria BTP sotto la pari

Per chi ha minusvalenze pregresse da compensare, i BTP sotto la pari possono offrire un beneficio fiscale aggiuntivo rispetto al conto deposito, che non genera plusvalenze compensabili. Per approfondire questo tema, leggi la nostra guida alla compensazione delle minusvalenze con i BTP.

La combinazione dei due strumenti

Per molti risparmiatori, la scelta non è esclusiva. Una struttura ragionevole potrebbe prevedere:

  1. Conto deposito libero per la quota di liquidità di emergenza (3-6 mesi di spese): pronto accesso senza rischio di prezzo.
  2. BTP a medio termine (3-7 anni) per la quota di risparmio con orizzonte definito: rendimento netto superiore grazie al regime fiscale al 12,5%.
  3. BTP a lunga scadenza per la quota patrimoniale di lungo periodo, eventualmente combinata con BTP indicizzati all'inflazione per diversificazione.

Questa struttura è solo un esempio orientativo: ogni situazione è diversa e la composizione ideale dipende da reddito, spese, obiettivi e propensione al rischio del singolo risparmiatore.

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Monitora i rendimenti BTP in tempo reale

Il confronto tra BTP e conto deposito deve essere fatto con dati aggiornati, perché i rendimenti cambiano ogni giorno. La tabella BTPoggi.it mostra il rendimento netto a scadenza di tutti i BTP in circolazione, aggiornato ogni 15 minuti durante il mercato. Puoi ordinare per rendimento netto, scadenza, prezzo e tipologia di BTP.

Per un confronto operativo, il metodo più semplice è il seguente:

  1. Consulta i tassi dei conti deposito più competitivi del momento (Confrontaconti, Deposify o direttamente i siti delle banche).
  2. Usa la formula del tasso di pareggio: tasso lordo BTP × 0,875 / 0,74 per trovare il tasso lordo equivalente del conto deposito.
  3. Se trovi un conto deposito con tasso superiore al tasso di pareggio, potrebbe essere conveniente. Altrimenti, il BTP offre un rendimento netto superiore.

Se hai BTP già in portafoglio, puoi utilizzare lo strumento Portafoglio BTP di BTPoggi per monitorare il rendimento netto corrente, le cedole in arrivo e il confronto con le alternative. Puoi anche impostare alert di prezzo per i BTP che stai monitorando.

Per approfondire il meccanismo di calcolo del rendimento netto, consulta la nostra guida al calcolo del rendimento netto BTP.

Domande frequenti su BTP vs conto deposito

BTP o conto deposito: quale rende di più nel 2026? +
A parità di tasso lordo, i BTP rendono di più in termini netti grazie all'aliquota del 12,5% rispetto al 26% dei conti deposito. Su un tasso lordo del 3%, un BTP può offrire un rendimento netto del 2,625%, contro il 2,22% di un conto deposito. La differenza aumenta al crescere del tasso lordo. Il confronto dipende però anche dall'orizzonte temporale e dalle esigenze di liquidità del singolo risparmiatore.
I conti deposito sono più sicuri dei BTP? +
Dipende dalla prospettiva. I conti deposito sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000 euro per banca per depositante. I BTP sono obbligazioni dello Stato italiano e non hanno una garanzia esplicita analoga, ma rappresentano il debito sovrano dello Stato. Entrambi gli strumenti comportano rischi diversi: il rischio di credito bancario per il conto deposito (coperto da FITD fino alla soglia), il rischio sovrano per i BTP.
I BTP sono più liquidi di un conto deposito? +
I BTP sono quotati sul Mercato Telematico Obbligazionario (MOT) e possono essere venduti in qualsiasi giorno di contrattazione, ma il prezzo di vendita dipende dalle condizioni di mercato e potrebbe essere inferiore al prezzo di acquisto. I conti deposito vincolati, invece, possono prevedere penali o il blocco del capitale per la durata del vincolo. I conti deposito liberi sono invece svincolabili in qualsiasi momento senza perdite di capitale.
Cosa succede se la banca fallisce e ho un conto deposito? +
Se la banca aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), i depositi sono protetti fino a 100.000 euro per depositante per banca. Importi superiori non sono coperti dalla garanzia. Per informazioni aggiornate sulle banche aderenti e sui limiti di garanzia, consulta il sito ufficiale del FITD (fitd.it).
Conviene combinare BTP e conto deposito? +
Per molti risparmiatori potrebbe essere ragionevole considerare una combinazione dei due strumenti: il conto deposito per la liquidità di breve termine e le esigenze impreviste, i BTP per l'orizzonte medio-lungo con rendimento netto potenzialmente superiore. La scelta dipende dalla situazione individuale, dall'orizzonte temporale e dalla propensione al rischio. Prima di qualsiasi decisione, è consigliabile consultare un consulente finanziario abilitato.
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Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e educative. Non costituiscono e non devono essere interpretate come consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento o sollecitazione al pubblico risparmio ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF) e della Direttiva MiFID II. I dati riportati sono stime basate su aliquote fiscali vigenti e ipotesi semplificate; i risultati effettivi possono differire in ragione delle condizioni di mercato, delle caratteristiche individuali dei prodotti e della situazione fiscale del singolo investitore. Prima di prendere decisioni di investimento, consulta un consulente finanziario abilitato iscritto all'Albo OCF.