Acquistare un BTP sotto la pari: meccanismo, esempi numerici e vantaggi 2026
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informativa e didattica e non costituiscono in alcun modo consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio o raccomandazione di investimento ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF). BTPoggi.it non è un intermediario finanziario autorizzato né un consulente finanziario abilitato. Prima di effettuare qualsiasi operazione di investimento, si raccomanda di consultare un professionista abilitato iscritto all’albo OCF.
Quando un BTP quota a un prezzo inferiore a 100 sul mercato secondario, si dice che quel titolo è sotto la pari. Chi acquista in questa condizione paga meno del valore nominale che riceverà a scadenza, generando una plusvalenza potenziale tassata al 12,5%. Questa guida spiega il meccanismo passo-passo — corso secco, rateo cedolare, prezzo sporco — e lo illustra con esempi numerici su 10.000 euro nominali.
Cosa significa “sotto la pari” per un BTP
La pari di un titolo obbligazionario è il suo valore nominale, convenzionalmente pari a 100. Ogni BTP emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) viene rimborsato a 100 alla scadenza, indipendentemente dal prezzo a cui il titolo ha quotato durante la sua vita.
Sul mercato secondario (il MOT di Borsa Italiana), il prezzo di un BTP varia continuamente in funzione di diversi fattori:
- Variazioni dei tassi di interesse: quando i tassi di mercato salgono, i prezzi dei titoli già emessi scendono, perché le loro cedole fisse diventano meno appetibili rispetto alle nuove emissioni a rendimenti più alti
- Aspettative di inflazione: un’inflazione più alta tende a comprimere il valore reale delle cedole future, spingendo i prezzi al ribasso
- Rischio sovrano: in periodi di tensione sul debito pubblico italiano, lo spread BTP-Bund si allarga e i prezzi dei BTP scendono
- Vita residua del titolo: più è lunga la durata residua, maggiore è la sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi
Un BTP è sotto la pari quando il suo corso secco (prezzo quotato) è inferiore a 100. Ad esempio, un corso secco di 94,50 significa che il titolo vale sul mercato il 94,50% del suo valore nominale. Un BTP è invece sopra la pari quando il corso secco supera 100, il che accade tipicamente con titoli che hanno cedole elevate emesse in periodi di tassi alti.
Il MEF pubblica le condizioni di emissione di ogni BTP sul sito ufficiale del Debito Pubblico. I prezzi di mercato sul MOT si formano indipendentemente da tali condizioni e variano in tempo reale durante le ore di contrattazione.
Meccanismo del prezzo: corso secco, rateo cedolare e prezzo sporco
Per comprendere quanto si paga effettivamente acquistando un BTP sul mercato secondario, occorre distinguere tre componenti: il corso secco, il rateo cedolare e il prezzo sporco.
Corso secco (clean price)
Il corso secco è il prezzo che appare nelle piattaforme di trading e nella tabella di BTPoggi. È espresso in percentuale del valore nominale e non include il rateo cedolare maturato. È il prezzo su cui si basa il calcolo della plusvalenza o minusvalenza a scadenza.
Rateo cedolare
Le cedole dei BTP vengono pagate due volte all’anno (ogni 6 mesi). Tra una data di stacco e la successiva, la cedola matura progressivamente ogni giorno. Chi acquista un BTP non alla data di stacco cedola deve riconoscere al venditore la quota di cedola già maturata dall’ultimo stacco fino alla data di regolamento dell’operazione: questo importo è il rateo cedolare.
Il rateo cedolare si calcola come segue:
Rateo = (Cedola semestrale / 182,5) × Giorni trascorsi dall’ultimo stacco
Il rateo cedolare pagato all’acquisto non è una componente di costo “perso”: viene recuperato alla prima data di stacco cedola successiva all’acquisto, quando l’investitore riceve la cedola piena indipendentemente da quanti giorni ha detenuto il titolo.
Prezzo sporco (dirty price)
Il prezzo sporco (o prezzo di regolamento) è l’importo effettivamente addebitato sul conto dall’intermediario:
Prezzo sporco = Corso secco + Rateo cedolare + Commissioni intermediario
Esempio passo-passo: acquisto di un BTP sotto la pari
In questo esempio, l’investitore paga 9.207,40 euro per ricevere un rimborso nominale di 10.000 euro alla scadenza, più le cedole semestrali nel frattempo. Il rateo di 7,40 euro viene recuperato alla prima cedola successiva all’acquisto.
Come funziona la plusvalenza a scadenza
La caratteristica economica fondamentale di un BTP acquistato sotto la pari è che a scadenza lo Stato rimborsa sempre 100, indipendentemente dal prezzo pagato sul mercato. Questo genera automaticamente una plusvalenza pari alla differenza tra 100 e il corso secco di acquisto.
Esempio numerico: acquisto a 92, rimborso a 100
Il guadagno di 8 punti percentuali sul nominale si distribuisce lungo tutta la vita residua del titolo. Se la scadenza residua è per esempio di 5 anni, quei 700 euro netti contribuiscono al rendimento complessivo per circa 1,40 euro netti per anno ogni 1.000 euro nominali, un flusso che si aggiunge alle cedole semestrali.
La plusvalenza si concretizza solo se si detiene il titolo fino alla scadenza. Se si vende prima, il prezzo di vendita potrebbe essere superiore, uguale o inferiore al prezzo di acquisto, generando rispettivamente una plusvalenza, nessun effetto o una minusvalenza. Per approfondire la compensazione delle minusvalenze, consulta la guida alla compensazione delle minusvalenze con i BTP.
Aliquota 12,5% sul capital gain: differenza con le cedole
La tassazione dei BTP si articola in due componenti separate, entrambe soggette all’aliquota agevolata del 12,5%, ma con basi imponibili diverse.
Tassazione delle cedole
Le cedole vengono tassate alla fonte dall’intermediario alla data di ciascuno stacco. L’aliquota del 12,5% si applica sull’importo lordo della cedola. L’investitore riceve direttamente l’importo netto sul conto.
Tassazione del capital gain
La plusvalenza da rimborso a scadenza (o da vendita sul mercato secondario a prezzo superiore all’acquisto) viene tassata al 12,5% in regime di risparmio amministrato dall’intermediario, oppure dichiarata autonomamente in regime di risparmio gestito o dichiarativo. La base imponibile è la differenza tra il prezzo di rimborso (100) e il corso secco di acquisto, moltiplicata per il nominale.
La differenza cruciale rispetto alle cedole ordinarie è che le cedole vengono tassate periodicamente a ogni stacco, mentre la plusvalenza da rimborso viene tassata una sola volta alla scadenza. Questo significa che il capital gain è presente nella posizione per tutta la vita del titolo senza generare flussi fiscali intermedi.
| Componente | Base imponibile | Aliquota | Quando si paga |
|---|---|---|---|
| Cedola | Importo lordo cedola | 12,5% | Ogni stacco cedola |
| Plusvalenza a scadenza | Rimborso (100) − corso secco acquisto | 12,5% | Alla scadenza del titolo |
| Plusvalenza da vendita anticipata | Prezzo vendita − prezzo acquisto (corso secco) | 12,5% | Alla data di vendita |
Per un approfondimento completo sul regime fiscale dei titoli di Stato, consulta la guida alla tassazione dei BTP.
Come identificare un BTP sotto la pari su BTPoggi
BTPoggi aggiorna i prezzi dei BTP ogni 15 minuti durante le ore di contrattazione. Ci sono due percorsi principali per individuare i titoli con corso secco inferiore a 100.
- Pagina dedicata BTP sotto la pari: accedi direttamente alla pagina BTP sotto la pari che filtra automaticamente tutti i titoli con corso secco inferiore a 100. I risultati sono ordinabili per rendimento netto, prezzo, cedola e scadenza.
- Homepage con tabella rendimenti: nella tabella principale di BTPoggi i BTP sotto la pari sono evidenziati visivamente. Puoi ordinare la colonna “Prezzo” in ordine crescente per vedere prima i titoli con il maggiore sconto rispetto alla pari.
- Pagina Confronta BTP: la sezione confronto BTP permette di applicare filtri combinati: prezzo inferiore a 100, fascia di scadenza, tipo di BTP (tasso fisso, indicizzato, step-up).
- Scheda singolo BTP: cliccando sull’ISIN di un titolo nella tabella principale si accede alla scheda dettagliata con il grafico storico del prezzo, il rendimento netto e un simulatore per importi personalizzati. Ad esempio: BTP Fx 3,25% Nov32 (tasso fisso, scadenza novembre 2032, sotto la pari) e BTPi 0,1% Mag33 (indicizzato inflazione, scadenza maggio 2033, sotto la pari).
- Calcolatore rendimento netto: il calcolatore di BTPoggi permette di inserire un importo nominale e un corso secco specifico per simulare il rendimento netto totale, tenendo conto di cedole e capital gain.
BTP sotto la pari aggiornati ogni 15 minuti
Tutti i BTP con prezzo inferiore a 100, ordinati per rendimento netto. Nessuna registrazione richiesta.
Esempi pratici con numeri reali: 10.000 euro nominali a prezzo 95
Simuliamo l’acquisto di 10.000 euro nominali di un BTP ipotetico con le seguenti caratteristiche: cedola annuale del 2,50%, corso secco di 95,00, scadenza residua di 4 anni. I valori seguenti sono puramente illustrativi.
Nota metodologica: il calcolo sopra non tiene conto del reinvestimento delle cedole, dell’imposta di bollo (0,20% annuo sul controvalore medio di portafoglio) e delle commissioni dell’intermediario. Il rendimento annualizzato effettivo (YTM netto) può essere calcolato con precisione tramite il calcolatore di BTPoggi.
Rendimento cedolare vs rendimento totale: perché conta il prezzo di acquisto
Due investitori che acquistano lo stesso BTP in momenti diversi a prezzi diversi hanno rendimenti totali diversi, anche se ricevono le stesse cedole in valore assoluto. Il prezzo di acquisto è quindi un fattore determinante.
Current yield (rendimento cedolare)
Il current yield è il rapporto tra la cedola annuale e il prezzo di acquisto (corso secco). Misura solo il flusso cedolare rispetto al capitale investito, ignorando la componente capital gain o capital loss:
Current yield = Cedola annuale / Corso secco × 100
Su un BTP con cedola 2,50% acquistato a 95: current yield = 2,50 / 95 × 100 = 2,63% lordo.
Yield to Maturity (YTM) — rendimento totale a scadenza
Lo Yield to Maturity (YTM) è il tasso di rendimento annualizzato che tiene conto di tutti i flussi di cassa: cedole semestrali, capital gain (o loss) a scadenza e distribuzione temporale di questi flussi. È calcolato tramite la formula di Newton-Raphson e rappresenta il vero misuratore del rendimento complessivo dell’investimento.
| Corso secco acquisto | Current yield lordo | YTM lordo (indicativo) | Componente capital gain |
|---|---|---|---|
| 88,00 | 2,84% | 4,25% circa | Plusvalenza +12 punti |
| 92,00 | 2,72% | 3,60% circa | Plusvalenza +8 punti |
| 95,00 | 2,63% | 3,15% circa | Plusvalenza +5 punti |
| 100,00 | 2,50% | 2,50% | Nessun capital gain/loss |
| 104,00 | 2,40% | 1,90% circa | Minusvalenza −4 punti |
La tabella, basata su un BTP ipotetico con cedola 2,50% e scadenza residua 4 anni, mostra come al diminuire del corso secco di acquisto lo YTM aumenti progressivamente rispetto al solo rendimento cedolare. È questa la ragione per cui i titoli sotto la pari presentano uno YTM superiore al loro current yield.
Nelle piattaforme di trading, la colonna “rendimento” di un BTP esprime sempre lo YTM lordo, non il current yield. È importante distinguere tra i due valori per valutare correttamente l’investimento. Il calcolatore di BTPoggi calcola automaticamente lo YTM netto in funzione del prezzo e della scadenza inseriti.
Nota sulla liquidità: spread denaro-lettera sul mercato secondario
Un aspetto pratico da considerare nell’acquisto di un BTP sul mercato secondario è il spread denaro-lettera (bid-ask spread), ovvero la differenza tra il prezzo al quale il mercato acquista (denaro) e quello al quale vende (lettera) il titolo.
Sul MOT di Borsa Italiana, i BTP sono quotati in modo continuo nelle ore di contrattazione (di norma dalle 9:00 alle 17:30). Lo spread denaro-lettera varia in funzione di diversi fattori:
- Liquidità del titolo: i BTP benchmark (i più recentemente emessi con vita residua standard) tendono ad avere spread più contenuti rispetto ai titoli meno scambiati
- Vita residua: i BTP con scadenza molto lunga (15-30 anni) o molto breve (< 6 mesi) possono avere spread più ampi
- Condizioni di mercato: in periodi di elevata volatilità, gli spread tendono ad ampliarsi su tutti i titoli
Lo spread denaro-lettera rappresenta un costo implicito che si paga all’acquisto (si compra al prezzo lettera, più alto) e alla vendita anticipata (si vende al prezzo denaro, più basso). Per chi detiene il BTP fino a scadenza e non effettua vendite anticipate, lo spread non ha impatto: il rimborso avviene sempre a 100 indipendentemente dalle quotazioni di mercato.
Per chi prevede di vendere il BTP prima della scadenza, lo spread denaro-lettera e la liquidità del titolo sono fattori rilevanti da valutare. La sezione tassazione BTP contiene informazioni sulle implicazioni fiscali della vendita anticipata, compresa la possibilità di generare minusvalenze compensabili.
Domande frequenti sui BTP sotto la pari
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